Natura a Macugnaga


Flora e fauna di Macugnaga e il Monte Rosa

Le rocce

La catena del Monte Rosa risale all'era terziaria, cioè fra i 35 e i 50 milioni di anni fa. Nell'era successiva, la quaternaria, si ebbero quattro grandi glaciazioni, durante le quali il ghiaccio modellò le rocce e i rilievi.

Quando colmava la valle Anzasca, si stima che il ghiaccio raggiungesse lo spessore di 1500 metri: il ghiacciaio del Rosa è ancora un resto di quest'ultima glaciazione.

Alcune delle rocce della zona subirono pressioni fortissime e fusioni di origine vulcanica a temperature molto elevate, per cui diventarono molto dure. Il grande calore di fusione sviluppò la fuoriuscita di sostanze gassose e vapore acqueo che favorirono l'infiltrazione nelle fessure delle rocce di vari minerali allo stato liquido. Le miniere d'oro e d'argento della valle sono la testimonianza di queste rivoluzioni geologiche.

Alberi e fiori

La zona di Macugnaga è ricca di alberi e di fiori. Salendo verso Macugnaga si incontrano boschi misti di latifoglie, fra cui l'acero, il frassino, la quercia e il castagno. Nel sottobosco in primavera si trovano viole, anemoni, denti di leone, gigli rossi e rose canine.

Salendo troviamo il faggio, gli abeti bianchi e gli abeti rossi. Salendo ancora il faggio diventa più rado ed è sostituito dall'abete rosso e, più in alto dal larice. Il sottobosco dei lariceti è costituito principalmente dal mirtillo, dal lampone e dal rododendro.

Nelle zone vicine ai corsi d'acqua vi sono la betulla e l'ontano, in grado di consolidare le sponde franose. Nel territorio di Macugnaga è molto raro il pino.

Alle quote superiori ai 2000 metri la boscaglia incontra difficoltà. Si potranno trovare ancora esemplari isolati di larice, ma di solito gli ontani e i larici in queste zone sono poco più alti dei rododendri. Si arriva alla zona dei pascoli alpini. Nel mese di giugno, al momento della ripresa vegetativa si incontrano molti fiori: anemoni, astri, nigritelle e genziane.

Oltre i pascoli, prima di raggiungere le prime nevi e i primi ghiacci, si raggiunge il limite della steppa e della tundra d'alta quota.  Alcune piante si sono adattate all'ambiente: fra queste la fienarola alpina, il poligono viviparo, il miosotis nano e la genzianella. Poi ancora il salice nano e il genepy. Scarse invece le stelle alpine (edelweiss) perché i terreni di Macugnaga non sono adatti a questo fiore.

Gli animali

La fauna di Macugnaga è limitata a causa dell'ambiente non facile a cui gli gli animali si sono dovuti adattare, alcuni con il letargo, altri con la muta della pelliccia.

Alcuni animali sono scomparsi dal territorio di Macugnaga in epoca storica: fra questi l'orso, la lince, il lupo, la lontra. Oggi possiamo incontrare sui sentieri alti lo stambecco, il camoscio, qualche raro esemplare di aquila.

La marmotta, che era scomparsa, ha ripreso a riprodursi. E così lo scoiattolo, che si può vedere sugli alberi in primavera. Il ghiro, la lepre, la volpe, il tasso si vedono di rado, ma se ne possono notare le tracce sulla neve d'inverno.

Fra gli uccelli, molti sono quelli canori, fra cui i passeri, il merlo, il corvo, la cornacchia, il gracchio. Non mancano poi il fagiano di monte e il picchio cinerino. Gli anfibi sono rappresentati dalle rane, dalla salamandra nera e dal tritone alpino. Fra i rettili molte le lucertole e gli orbettini.

Pericolose sono le vipere, sia il marasso che l'aspide. Sono animali timidi che di solito fuggono l'uomo: mordono solo per nutrirsi o per difendersi. E comunque è bene avere una certa prudenza quando si va nei prati. Le mandrie di mucche, che un tempo erano numerose, si vedono invece sempre più di rado.


WebCam Macugnaga

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