Storia e cultura di Macugnaga


Nella seconda metà del 1200 Gotofredo, conte di Biandrate e signore della Valsesia, sposò una ricca vallesana, Aldisia, la quale gli portò in dote la valle di Viège e la valle Anzasca.

In tal modo le due valli poste ad oriente del Monte Rosa vennero a trovarsi sotto un unico dominio, col risultato che la robustissima popolazione di Saas facente parte del gruppo etnico dei Walser, sempre tanto numerosa da essere costretta a ricercare continuamente nuovi luoghi abitabili, colse volentieri l’occasione di questa comunanza per passare il Monte Moro e calare nell’altipiano di Macugnaga che offriva clima più mite e praterie più generose. L’immigrazione svizzera diede l’avvio alla costruzione della «chiesa vecchia» accanto alle baite della più grossa frazione, il Dorf.

Macugnaga, i cui alpeggi più antichi – Rovelli, Garda, Pedriola, Rosareccio, Caspisana e Quarazzola – erano già ricordati in un documento del 22 giugno 999 redatto da Arnulfo, arcivescovo di Milano, divenne presto parrocchia autonoma con diritto di tenere un’importantissima fiera annuale. Essa durava dal 16 al 31 agosto attorno al tiglio di chiesa vecchia, presieduta dal Podestà di Vogogna e da tutta la sua curia, col concorso di un gran numero di montanari persino della valle d’Aosta e delle vallate svizzere.

Sottrattisi al dominio dei conti di Biandrate con un trattato di pace datato 16 agosto 1291, gli anzaschini passarono un periodo di relativa tranquillità, governandosi da sé con decreti e leggi emanate di comune accordo nel corso delle periodiche assemblee che si tenevano a Bannio, piccola capitale della valle. La prima avvenne il 7 agosto 1306 quando venne eletto per la prima volta il Sindaco Generale della Valle.

Al 7 giugno 1317 risale il primo documento conservato in archivio parrocchiale che dimostra l'esistenza di una Chiesa chiamata S. Maria.

Il 5 dicembre 1561 si riuniscono i rappresentanti della Valle Anzasca per redigere il primo Catasto della valle. In quell'occasione si definiscono i confini di Macugnaga che andavano dalla piana dell'Oro (a sud del ponte del Vaud) al riale Dorna (Rio Mondelli), al riale di Val Moriana ed alle Alpi.

Le lotte medievali fra ghibellini e guelfi sconvolsero anche l’Ossola col risultato che la valle Anzasca si mise di sua spontanea volontà sotto la signoria dei Visconti di Milano, e poi degli Sforza. In questo periodo, e precisamente il 17 giugno 1523 viene consacrata la chiesa parrocchiale di Macugnaga (si tratta sempre di Chiesa Vecchia).

Nel 1535, morto l’ultimo degli Sforza, la valle passò sotto il dominio degli Spagnoli che subito imposero nuove pesantissime tasse. Le guerre successive tra francesi, spagnoli e austriaci non raggiunsero l’alta valle, né la raggiunse la famosa peste manzoniana. Ma altre calamità naturali non risparmiarono il villaggio. Il capodanno del 1639 un furioso incendio distrusse oltre quaranta baite del Dorf e danneggiò la chiesa. Nel settembre dell’anno seguente una disastrosa alluvione completò la rovina.

Abbandonate le case e la chiesa, si pensò di costruirne una nuova, più bella e più grande. Secondo la tradizione fu un frate, Frà Lorenzo Battaglia di Ornavasso, a scegliere la località, guidando, con gli occhi bendati, tutto il popolo in processione e piantando la croce nel punto dove doveva sorgere la nuova parrocchiale, di grandiosità eccezionale se paragonata alla povertà della gente. La costruzione, iniziata nel 1709, fu completata otto anni più tardi.

Nel 1799 gli ingegneri di Napoleone pensano di fare una strada per passare in Svizzera passando per il Passo Moro, ma poi l'idea viene scartata a favore del Passo Sempione.

Nel 1800 si costituisce in Valle Anzasca la Guardia Nazionale: Macugnaga fa parte con Bannio del III Battaglione del Distretto di Vogogna. Il 15 gennaio del 1819 veniva convocato per l’ultima volta il Consiglio Generale della Valle che aveva emanato per più secoli le leggi minori e i regolamenti locali. Era la fine della piccola repubblica sui generis della valle Anzasca. Nel 1847 furono iniziati i lavori per la costruzione della strada della valle. Nel 1898 la rotabile, dopo 51 anni, raggiunse Staffa e qualche decennio più tardi anche Pecetto.

Nel frattempo il 22 luglio 1872 Ferdinand Imseng di Saas, ma residente a Macugnaga, con una guida e un portatore conduce tre inglesi alla vetta della Dufour direttamente da Macugnaga; da allora inizia un'epoca di grandi ascensioni purtroppo legate a parecchie tragedie, la prima delle quali causa proprio la scomparsa di Imseng assieme a un suo cliente, Damiano Marinelli, e alla guida Battista Pedranzini. Questo evento provoca una sollevazione dell'opinione pubblica a tal punto che vengono proibite le ascensioni sul Rosa, ma il provvedimento non viene considerato, tanto che cinque anni dopo viene inaugurata la capanna Marinelli per aiutare gli scalatori che tentano le ascensioni dirette da Macugnaga. Il 7 novembre 1906 una bufera di vento troncò e gettò a terra i due terzi superiori del Vecchio Tiglio.



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